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Un importantissimo traguardo per l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma, che mette a segno un obiettivo prestigioso nel trattamento dei tumori della prostata: il Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per questa neoplasia ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 dall’Ente Internazionale Bureau Veritas, nell’ambito di un progetto che è stato reso possibile grazie al supporto incondizionato di Astellas. Obiettivo del PDTA è assicurare al paziente una presa in carico rapida, efficace ed efficiente, tale da garantirgli un’offerta ampia ed innovativa di opportunità diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali secondo le più recenti Linee guida internazionali. Il lavoro che ha portato alla certificazione del PDTA della prostata dell’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli è iniziato diversi anni fa, esattamente nel 2007-2008, con la riorganizzazione del processo clinico-diagnostico-terapeutico-assistenziale e riabilitativo oncologico per questa patologia neoplastica maschile, che rappresenta un’area ad alta densità numerica. Le patologie oncologiche richiedono una corretta gestione clinico-assistenziale fondata su una piena integrazione multidisciplinare, così da garantire al paziente una presa in carico funzionale alle diverse esigenze che la patologia richiede. I carcinomi della prostata sono tra i tumori più diffusi nel Lazio con circa 2.800 nuovi casi l’anno e diverse migliaia di uomini laziali che convivono con queste neoplasie, che rappresentano il paradigma di tali esigenze. Richiedono, infatti, il coinvolgimento nel percorso di diagnosi e cura di molteplici figure specialistiche, dal radioterapista all’anatomo-patologo, dall’oncologo medico al radiologo interventista, fino all’urologo, figura di riferimento fin dalla presa in carico iniziale del paziente. «La certificazione del PDTA del tumore della prostata è senz’altro un punto di arrivo di grande prestigio. Un riconoscimento ufficiale che arriva a compimento di un lungo processo di riorganizzazione gestionale dei pazienti affetti da tumore della prostata – sottolinea Francesco Sasso, Direttore di Urologia, Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma – il motivo di questa scelta è legato al fatto che su questa neoplasia si può intervenire con diverse tipologie di trattamento: chirurgica, radioterapica e ormono-chemioterapica e queste terapie possono essere impiegate in maniera integrata. Ciò significa che il paziente con tumore della prostata deve essere necessariamente seguito da un team multispecialistico dall’inizio alla fine delle cure e poi anche dopo per trattare eventuali complicanze ed effetti collaterali delle terapie e ancora, nella fase di riabilitazione. Il PDTA consente alle diverse figure specialistiche di condividere e scegliere la migliore soluzione terapeutica possibile per il paziente. Insomma, il paziente con tumore prostatico deve essere curato all’interno di una struttura che è in grado di soddisfare tutte le sue esigenze. I vantaggi di questo percorso facilitato sono molti: ridurre i tempi d’attesa, ridurre i tempi della diagnosi, accorciare i tempi terapeutici, supportare psicologicamente il paziente. L’urologo nel team multispecialistico è il playmaker: è lui che vede il paziente per primo e fa la diagnosi, è lui che si relaziona e condivide tutte le scelte terapeutiche con gli altri specialisti del team. Il percorso dedicato in questo delicato periodo di pandemia ci aiuta anche a fronteggiare le criticità con cui purtroppo medici e pazienti devono confrontarsi a causa del Covid-19».Il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale è imperniato su un team multidisciplinare che si fa carico del paziente, lo accompagna e rende meno arduo il passaggio da una fase all’altra della malattia. «I PDTA sono sicuramente uno strumento di efficienza delle risorse a disposizione e di facilitazione del percorso assistenziale dei pazienti oncologici – dichiara Antonio Astone, Direttore di Oncologia Medica, Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma – Oramai, la medicina non appartiene più al singolo professionista, la complessità delle procedure diagnostiche e terapeutiche richiede la centralità del paziente, intorno al quale ruotano una serie di figure specialistiche che possono a seconda delle varie fasi della storia naturale della malattia, mettere la loro competenza specifica al servizio del paziente. Questo significa spostare la relazione dal singolo medico-singolo paziente a singolo paziente-gruppo di medici che devono coordinarsi. Il cardine del PDTA è la multidisciplinarietà, l’organizzazione e la condivisione del caso clinico. Il PDTA consiste in un cambiamento del modello gestionale che ha ricadute positive sull’efficacia delle cure e sull’efficienza delle prestazioni e procedure. L’oncologo medico ha un ruolo molto importante all’interno del team, è lo specialista dedicato soprattutto ai pazienti con tumore della prostata in fase avanzata. Al momento sono oltre 200 gli uomini con neoplasia prostatica in trattamento nella nostra struttura. Il tumore della prostata viene diagnosticato spesso tardivamente, per questo motivo è fondamentale la prevenzione primaria. Non esistendo al momento uno screening per la prostata, noi oncologi suggeriamo ai maschi che abbiano superato i 45-50 anni di rivolgersi al proprio medico di famiglia in caso di segnali e sintomi della sfera uro-genitale e di effettuare su base volontaria almeno ogni due anni una visita dall’urologo e l’esame del PSA».La comunicazione ed i mezzi di informazione alla popolazione diventano sempre più importanti per far riflettere la cittadinanza intera sul fatto che l’adesione a stili di vita corretti rimane un fattore fondamentale per la prevenzione delle malattie neoplastiche e delle malattie in genere. Il modello di PDTA certificato riflette una tipologia di governance clinica basata su specifici percorsi formalizzati, su protocolli clinico-organizzativi, condivisi tra le varie Unità Operative coinvolte, e su un adeguato sistema di monitoraggio delle performance. «Astellas ha sempre dato molta importanza alla partnership pubblico-privato – conclude Giuseppe Maduri, Amministratore Delegato di Astellas Pharma – vogliamo con questo rispondere alla domanda di salute dei pazienti e dei cittadini e, al tempo stesso, alle esigenze della sanità pubblica di reperire risorse per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e regionale. La collaborazione con l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma per la certificazione del PDTA del tumore prostatico rappresenta uno strumento concreto per rendere efficiente e di qualità la presa in carico e la cura del paziente anche attraverso una precisa organizzazione e sostenibilità del percorso diagnostico-terapeutico assistenziale». http://www.proformatcomunicazione.it

Fonte:
Fidest – Agenzia giornalistica /press agency
Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 158

 

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